FOCUS, Un sigillo alla porta

Dopo un avvio deludente, Wojchiech Szczesny ha riconquistato tutti

RIPRESA – Al fischio finale di Napoli – Juventus, l’11 settembre, l’aura di Wojchiech Szczesny sembrava essersi spenta. Il portiere polacco, dopo un’estate iniziata con le tante voci riguardo un possibile ingaggio di Donnarumma da parte della Juventus, si era visto riconfermato come numero 1 dei bianconeri e gli astri sembravano essersi nuovamente allineati. L’avvio di stagione, però, è stato ai limiti del disastroso: errore contro l’Udinese alla prima di campionato, ripetuto poi allo stadio Diego Armando Maradona. “5 punti li abbiamo persi per colpa mia”, queste erano state le sue dichiarazioni. Da quel momento in poi, con quella frase stampata in testa come un mantra, l’ex estremo difensore di Arsenal e Roma non ha più sbagliato e, nelle difficoltà di questa prima metà di stagione, è stato uno dei più positivi, con parate spesso belle dal punto di vista tecnico e importanti ai fini del risultato: per ultima, quella su Joao Pedro, che ha evitato il gol dell’1-1 dei sardi nell’ultima uscita stagionale all’Allianz Stadium. Dalla sfida contro il Napoli, sono 7 i clean sheet in campionato, a cui vanno sommati quelli in Champions League: la porta della Juventus, seppur con qualche piccola effrazione, sembra ormai essere sigillata.

RIVALSA – Quello che sorprende di Tek, molto spesso, è la lucidità nei 90′: può capitare che la Juventus, una delle difese che subisce meno gol in Serie A, non conceda tiri in porta per larghi tratti della partita. I dati sulle parate del portiere bianconero ne sono la più chiara testimonianza: finora, il massimo di tiri respinti è stato 4, contro la Roma. Quando succede, però, il portiere bianconero è sempre pronto e reattivo. Chissà che venendo da un paese, la Polonia, dove i passaggi a livello non sempre sono segnalati, questo abbia portato naturalmente l’istinto del classe ’90 ad adattarsi a qualunque tipo di stimolo, facendosi trovare sempre pronto nelle occasioni che contano. Oltre a questo, le sue doti di leader nello spogliatoio sono ben note: la dichiarazione post-Cagliari ne è un esempio lampante. Un motivo in più, se mai servisse, per sentirsi al sicuro.

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