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C’è stato un confronto fra la società e il tecnico toscano che ha portato alla disposizione di una settimana di ritiro per tutta la squadra. La Juventus proverà a riscattarsi già nella sfida di Champions di domani contro lo Zenit.

CRISI – Un Massimiliano Allegri così furioso non lo si vedeva dall’ottobre del 2015. Anche quella volta la società bianconera rispose alla crisi di risultati imponendo ai calciatori due giorni di ritiro, che diedero – alla fine – i frutti sperati. La Juventus trovò il pungolo e gli stimoli giusti e quell’anno vinse il campionato ottenendo 15 vittorie consecutive di fila, diventate nel computo finale 25 su 26 partite. Quella era una squadra diversa da quella attuale, c’erano grandi campioni e veterani in grado di smuovere l’ambiente con due sole parole. Adesso sembra mancare proprio l’apporto degli uomini più esperti dello spogliatoio: Bonucci e Chiellini non riescono a suonare la carica. La sconfitta contro il Verona al Bentegodi (la seconda consecutiva, dopo quella rimediata in casa col Sassuolo) può diventare lo spartiacque per la stagione della Vecchia Signora. Domani a Torino arriva lo Zenit per chiudere il discorso qualificazione agli ottavi di Champions League e provare ad affrancarsi dalle spire della ‘depressione’. Il margine di errore si restringe sempre di più, per salvare capra e cavoli c’è bisogno di un bagno di umiltà seguito da una bella reazione d’orgoglio.

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