CHI ALZA LA CRESTA E CHI LA ABBASSA

Il derby della ‘Mole’ non ha né vincitori, né vinti: 1-1 all’Allianz Stadium tra Juventus e Torino.

DERBY – Il derby della Mole numero 199 della storia termina con segno X, generato dalla rete di De Ligt al 13esimo minuto e dal pareggio al minuto 64 di Belotti. Altra battuta d’arresto per gli uomini di Allegri che salgono a +3 sull’Atalanta, la quale ha due partite in meno rispetto ai bianconeri. La corsa alla Champions League si complica in modo significativo, ma ciò che maggiormente dovrebbe preoccupare dalle parti di via Druento è una condizione fisica e mentale che appare precaria. E tra 4 giorni si vola in Spagna ad affrontare il Villarreal, mica pizza e fichi.

In avvio di primo tempo il Toro prende l’iniziativa e tenta di incornare una signora timida e raccolta, ma comunque guardinga e poco incline al concedere spazi a Belotti e compagni. Già al terzo minuto il capitano granata potrebbe sbloccare la contesa, ma lo straordinario intervento di De Ligt gli cancella il tentativo di battuta a rete. Una rondine non fa primavera e gli uomini di Juric lo capiscono subito, provando a concludere con Mandragora 3 minuti dopo, ma è attento Szczesny. Il portiere polacco deve ripetersi sulla buona sortita offensiva di Brekalo che prova a crossare al centro per il solissimo Belotti, ma proprio l’intervento di ‘Tek’ evita seri grattacapi ad Allegri. Dopo i primi 10 minuti di apnea, ‘Madama’ si sveste dell’abito da gala per indossare quelli del ‘Torero’, sfiorando il gol con la conclusione col sinistro di Rabiot, ma il pallone sfiora il palo alla sinistra di Vanja Milinkovic-Savic. Due minuti dopo, l’episodio svolta del derby: corner di Cuadrado, sbuca meravigliosamente De Ligt sul secondo palo e schiaccia in porta il pallone dell’1-0, saltando in testa a Vojvoda. Il gol ha sbloccato mentalmente i bianconeri i quali iniziano ad alzare il baricentro e creare occasioni: Mandragora sfiora l’autogol sulla conclusione insidiosa di Cuadrado, Dybala conclude a rete trovando la risposta di Milinkovic-Savic. Il resto del primo tempo è semplice gestione nel nome dell’equilibrio decantato da Max Allegri.

Un secondo tempo che inizia con ritmi blandi, quasi di studio con la Juve che si accontenta di tenere bene il campo e non correre particolari pericoli, sino al 64esimo: Brekalo semina il panico come suo solito sulla sinistra, crossa al centro ed è Belotti a sfruttare il buco di Alex Sandro e battere in girata al volo Szczesny. ‘Il Gallo‘ non segnava nella stracittadina da luglio 2020, su calcio di rigore. I fantasmi della prima parte di stagione riaffiorano su una squadra che sembra essersi smarrita all’improvviso, con Vlahovic che perde sistematicamente qualunque duello con il roccioso Bremer ed Allegri decide di sostituirlo in favore di Moise Kean. Arthur rileva Locatelli per poter dare più rapidità al palleggio fino a quel momento troppo compassato e macchinoso e dare una scossa quantomeno nell’atteggiamento in campo. Sarebbe servito un forcing finale feroce e determinato, ma non succede assolutamente nulla. Torino che esce dal campo fiero di ciò che ha messo in campo, purtroppo non si può dire lo stesso della vecchia signora.

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