Staskova

FOCUS, Andrea Staskova: la millennial killer dell’area di rigore

A tutti gli effetti una ‘bomber di scorta’ si è rivelata un’arma incredibile a disposizione di Joe Montemurro

FURIA CECA – L’introduzione del seguente capitolo non deve trarvi in inganno: il soggetto del seguente approfondimento non è Pavel Nedved. Il vice-presidente bianconero, soprannominato ‘La Furia Ceca’ ai tempi in cui aveva il pallone incollato tra i piedi e vederlo seduto in tribuna era una rarità più unica che mai. Attualmente, nella Juventus (almeno quella maschile) sembra mancare proprio quella furia capace di cambiare le partite e portare successi dopo successi a mister Allegri. In controtendenza con gli uomini, le donne della Juve stanno compiendo una cavalcata da schiacciasassi in Italia e stanno ben figurando in Champions League, un palcoscenico poco usuale alle ragazze di Joe Montemurro. In questa squadra la furia ceca esiste per davvero e risponde al nome di Andrea Staskova. Nata in una cittadina della Moravia Meridionale, cresce nel vivaio dello Sparta Praga, ovvero il settore giovanile più ambito della Repubblica Ceca. 180 cm, stazza imponente unita alla leggiadria e alla freschezza atletica che la contraddistingue, si fa subito notare per la sua implacabilità in area di rigore. Tempo un anno e approda subito nella prima squadra, dove non ci mette tantissimo a far notare le sue qualità: gol in campionato ed in coppa nazionale, esordio in Women’s Champions League e gol una settimana dopo. Tutto questo a soli 16 anni. Talento dell’anno 2017, miglior giocatrice 2018: un curriculum di tutto rispetto.

BOMBER – Le due stagioni successive in terra ceca sono più che prolifiche per la giovane Andrea che in 50 presenze mette a segno ben 53 gol a referto. Dei numeri impressionanti per una ragazza arrivata a soli 18 anni. Questione di tempo, prima che venga notata dai top club europei: la Juve è la prima a muoversi e la acquista immediatamente. Il suo primo gol arriva proprio in Champions League, contro un non banale Barcellona, anche se la sua rete sarà ininfluente ai fini della qualificazione. Un mese dopo vince la prima storica Supercoppa Italiana della società contro la Fiorentina e lo fa alla sua maniera: subentra e la butta dentro. In campionato segnerà appena 2 gol in 12 presenze, ma in Coppa Italia è autrice di una tripletta contro l’Empoli nei quarti di finale. Chiuderà la prima stagione con 17 presenze e 7 centri, un dato niente male per una classe 2000. L’annata successiva (2020-2021) è quella della consacrazione, nonostante parta sistematicamente dalla panchina, vista la grande qualità a disposizione di mister Rita Guarino in attacco. Farsi spazio in mezzo a Bonansea, Girelli e Hurtig non è facile, ma Andrea ha solo la porta nel suo mirino e lo dimostra a tutti: 12 segnature in 32 presenze, la maggior parte da subentrata. Con Montemurro sembra essere aumentato ulteriormente il suo spazio in campo e non sta deludendo per nulla le attese, grazie ai suoi 10 gol in appena 17 presenze stagionali. Il dato impressionante è quello totale: 118 presenze ufficiali in carriera, 89 gol, media di 0,75 gol a partita. Dice di ‘voler imparare da bomber Girelli‘, ma a nostro avviso, le sue qualità sono uniche nel suo genere.

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