FOCUS, Due ragioni per dimenticare Dybala

La Juventus ha detto addio a Paulo Dybala. Il rifiuto della dirigenza bianconera di rinnovare il contratto ha sancito la rottura definitiva con il numero dieci argentino. Dopo sette anni al servizio di ‘Madama’ la ‘Joya’ cambierà casacca a fine stagione. Il suo apporto alla causa juventina è stata formidabile e la sua partenza sarà un duro colpo da mandare giù. Tuttavia, potrebbero esserci almeno tre ragioni per provare a dimenticare Paulo Dybala.

FISICO – Paulo Dybala nelle sette stagioni alla Juventus ha spesso accusato problemi fisici che lo hanno costretto a saltare diverse partite. Il talento argentino, arrivato in bianconero nel 2015, sin da subito ha mostrato la sua fragilità a livello fisico: nella seconda stagione con la ‘Vecchia Signora’ è stato fermo ai box per più di un mese a causa di uno stiramento, saltando sei partite tra ottobre e dicembre. Anche nel corso della stagione 2017-2018 – la migliore in bianconero con 22 gol realizzati in 33 presenze – Dybala ha dovuto arrendersi per tre settimane all’ennesimo problema muscolare. La ‘Joya’, però, ha riscontrato le maggiori difficoltà a livello fisico nella fase calda della passata stagione: fermo da gennaio ad aprile a causa di un infortunio al legamento collaterale. Nel campionato ancora in corso Allegri ha dovuto rinunciare a Dybala in molte occasioni a causa di lievi, ma costanti, infortuni muscolari.

TATTICA – Paulo Dybala ha dato molto a questa Juventus. Il suo talento è indiscutibile e le sue qualità sono state spesso l’arma in più a disposizione di ‘Madama’. Tuttavia, i suoi continui infortuni hanno costretto Allegri a dover fare di necessità virtù e in molte occasioni sono state trovate soluzioni differenti che, partita dopo partita e vittoria dopo vittoria, hanno reso la ‘Joya’ meno indispensabile. Inoltre, la scelta di non rinnovare il contratto di Dybala è dovuta anche a scelte tecniche e tattiche che hanno visto la loro origine con gli acquisti di Zakaria e, soprattutto, Vlahovic. L’arrivo del bomber serbo è il segnale che qualcosa sta cambiando e, come scrive Tuttosport, il ritorno di Chiesa e il sempre più probabile arrivo di Nicolò Zaniolo lasciano intravedere un assetto tattico differente: un giovanissimo tridente offensivo tutto europeo fatto di corsa, qualità e forza fisica.

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