FOCUS, Ronaldo come Tevez. Quando la Juve esce dalla Coppa, la reazione è rabbiosa

L’eliminazione dalla Champions League innesca sempre una reazione d’orgoglio nei bianconeri. L’evento non è nuovo e trova un precedente nel recente passato.

CORSI E RICORSI STORICI – Eliminazione prematura, cocente delusione, reazione furente. Il copione si ripete con disarmante puntualità anche in questa stagione bianconera dai tanti alti e bassi. La pronta risposta ad una delusione sul palcoscenico europeo si chiama netta vittoria in campionato nella gara successiva. A farne le spese ieri il Cagliari vivace di Leonardo Semplici che cede nel primo tempo sotto i colpi del fuoriclasse portoghese, capace di rialzare la testa e rispedire al mittente le dure ma ragionevoli critiche a lui rivolte negli ultimi giorni. Bastano trenta minuti a Cristiano Ronaldo per scaricare nella porta gialloblù tutta la delusione di chi sa che nel doppio incontro con il Porto ha provato a fare la differenza senza riuscirci. La tripletta della Sardegna Arena e la conseguente esultanza spavalda alle telecamere certifica che l’orgoglio del fuoriclasse non viene a mancare con l’incedere inesorabile del tempo ed è il segno tangibile del delicato momento vissuto da una stella alla quale non viene concesso il lusso di non brillare.

RISTORANTE DA 100 EURO – I più attenti supporters della Vecchia Signora, quelli che amano valutare le situazioni con l’occhio dello storico che lavora per paragoni, non si saranno fatti sfuggire il precedente. Correva l’anno 2013, l’11 dicembre per la precisione. La Juventus di Antonio Conte chiudeva al terzo posto il girone di Champions League con la decisiva sconfitta nella neve di Istanbul. Il Real Madrid di Ancelotti e il Galatasaray di Mancini staccarono il pass per gli ottavi a scapito di una Juve che avrebbe proseguito la sua corsa in Europa League, fino alle semifinali che riservarono poi l’altrettanto amara delusione per mano del Benfica. Sarebbe stato l’ultimo anno di mister Conte sulla panchina bianconera, prima di congedarsi in malomodo alla ricerca di ristoranti secondo lui più adeguati alla sua fame. Salvo poi essere smentito da Massimiliano Allegri, capace per ben due volte di far banchettare la squadra alle più prestigiose mense europee. Tornando al nostro racconto, alla sconfitta dell’11 dicembre seguì tre giorni dopo la risposta rabbiosa. Tra le mura amiche dello Stadium, i bianconeri rifilarono quattro reti al Sassuolo. Protagonista di giornata fu Carlos Tevez che bucò per tre volte la porta neroverde. In quell’occasione non mancarono le taglienti critiche al campione argentino “reo” di non aver dato il proprio contributo nella precedente trasferta europea. Ma anche quel giorno la Juventus dimostrò di essere ferita ma non morta, trasformando la rabbia nella carica giusta per portare a casa un altro campionato. Nella stagione attuale le dieci lunghezze di distanza dai nerazzurri non lasciano troppo spazio a sogni e speranze. Ma una cosa è certa, i bianconeri hanno rialzato la testa e daranno battaglia fino alla fine.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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