FOCUS, Un occhio al di là dell’Atlantico: alla scoperta di Luis Guilherme, il prossimo crack del calcio brasiliano seguito dalla Juventus

Il giovanissimo brasiliano è una delle prossime star del calcio brasiliano, e diversi club già lo seguono attentamente

FUTURO – Il trend dei giovani brasiliani è ormai lo stesso da diversi anni a questa parte. In patria, esordiscono molto presto e hanno la possibilità di farsi notare anche Oltreoceano, dove le squadre con i migliori scout lottano per assicurarsi quelli che potrebbero a tutti gli effetti diventare i crack del futuro. Lo abbiamo visto con Vinicius e Rodrygo, pagati a peso d’oro dal Real Madrid ancora minorenni, ma il cui investimento si è rivelato più che proficuo. A volte le cose vanno un po’ meno bene, come nel caso di Kaio Jorge: arrivato alla Juventus la scorsa estate, il classe 2002 non ha avuto molte opportunità di mettersi in mostra, complice anche la difficile annata bianconera. L’infortunio subito con l’Under23 ha poi fatto il resto. Ma, per quanto è ora più che mai d’attualità il tema dei vivai, l’occhio al Brasile è sempre bene tenerlo. Dopotutto, è da loro che il calcio è diventato spettacolare, trasformandosi nel prototipo di show che oggi tutti quanti desideriamo vedere: la presenza di talento è insieme causa e conseguenza.

I PROSSIMI – Per quanto davanti a loro ci sono ancora tantissimi ragazzi, soprattutto nati tra il 2002 e il 2004, pronti al grande salto, il Palmeiras si coccola i migliori 2006 in circolazione: si tratta di Endrick e di Luis Guilherme, su cui si sono già posati da tempo gli occhi dei più grandi club europei. Il Real Madrid sogna di nuovo la possibilità dell’affare fatto con Vinicius e Rodrygo, arrivati rispettivamente da Flamengo e Santos, mentre la Juventus dimostra ancora una volta di essere attenta alle fluttuazioni del mercato verdeoro e, dopo aver portato a Torino Kaio Jorge, punta a fare il bis soprattutto con Guilherme. Fresco di firma del contratto, clausola da 60 milioni ed esordio con l’Under20 del Verdao – club che in origine si chiamava Palestra Italia e il cui nome fu cambiato dal presidente Getulio Vargas negli anni ’40 nel clima di nazionalizzazione che stava vivendo il Brasile – si tratta di un centrocampista offensivo che può giocare sia sull’esterno che sulla trequarti, come lui stesso ha affermato in una delle poche interviste fatte. Dotato di grande visione di gioco e ottime qualità di inserimento, ha detto di ispirarsi a Mbappè, nonostante il piede non sia lo stesso: mancino il brasiliano, destro il fenomeno francese. Gli addetti ai lavori ne parlano come di un giocatore che, per l’età, ha già le carte in regola per fare il grande salto. Una persona che da vicino segue il calcio sudamericano, inoltre, mi ha detto che, tendenzialmente, se il Real Madrid si muove in maniera decisa verso un giovane brasiliano, è buona cosa drizzare le antenne. Probabilmente, è quello che stanno facendo anche dalle parti della Continassa.

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