FOCUS, Un viaggio nel Nord Italia per conoscere il destino della Juventus

Tre trasferte nel futuro prossimo dei bianconeri. Alle quali si aggiungono le due sfide casalinghe con le milanesi, una probabilmente già laureatasi Campione d’Italia, l’altra in grande difficoltà dopo l’exploit della prima parte di campionato. Il piazzamento stagionale della Vecchia Signora passa dal tour nel Settentrione d’Italia. Preparate le valigie, fisiche o virtuali, perché la Juve si gioca la stagione nell’affaire nordico.

UDINE E LA SUA PIAZZA – Tappa numero uno, una città incantevole forse sconosciuta ai più. O per lo meno a chi vi effettua soltanto una sosta veloce lungo la strada per l’Austria. Udine, è un piccolo scrigno di meraviglia. La piazza più antica della città è la suggestiva Piazza della Libertà, uno spazio nel quale gotico e rinascimentale si fondono a suggellare una ricchezza stilistica che rende peculiare questo luogo di incontro. Tra le strade del capoluogo friulano, magari, salendo lungo il percorso che conduce al Castello, gli increduli ed entusiasti tifosi juventini, giunti in città quel 5 maggio 2002, hanno assistito alla vittoria del tricolore più appassionante di sempre, quello conteso e sottratto all’ultima giornata all’Inter di Cuper, mentre i nerazzurri cadevano a sorpresa a Roma. Trezeguet e Del Piero acciuffavano la vittoria che avrebbe aggiunto all’albo d’oro bianconero lo scudetto numero 26. La sfida all’Udinese ha fatto registrare anche una goleada nella stagione 2017/18. Fu 2-6 per gli uomini di Massimiliano Allegri che ribaltarono in dieci uomini l’iniziale vantaggio di Perica. Udine si è rivelata amara per la comunque scudettata Juventus di Maurizio Sarri. La sosta forzata causa lockdown aveva rimescolato le carte in tavola e rilanciato le possibilità di vittoria del titolo dei bianconeri. Ma la squadra commise un passo falso crollando nei minuti finali per il guizzo di Fofana. Passo falso che può rivelarsi più fatale dell’ultima volta se commesso nella partita di domenica prossima. Una sconfitta recherebbe un duplice malus: potrebbe far perdere terreno e posizioni ai bianconeri rispetto alle altre competitors per il piazzamento europeo e potrebbe far saltare la panchina di Pirlo sulla quale già grava l’ombra futura di Allegri e quella più immediata di Tudor, vecchia conoscenza della panchina friulana. Per una giornata l’appellativo di “fatale” potrebbe migrare da Verona ad Udine.

TOUR EMILIANO – Assodato che una grossa fetta della torta qualificazione Champions passerà dallo scontro diretto con il Milan, in programma il 9 maggio allo Stadium, altrettanto pregna di significato sarà la trasferta di Reggio Emilia con il Sassuolo di De Zerbi. Il peso di un successo nello scontro diretto si valuta, infatti, dalla continuità che ad esso si riesce a garantire nelle partite successive. Si comprende, allora, quanto possa rivelarsi decisiva nel bene o nel male la sfida ai neroverdi, alimentata nelle parole al veleno del tecnico del Sassuolo e del ds Carnevali sulla questione Superlega. L’ambizione europea coltivata dagli emiliani ( che occupano attualmente l’ottavo posto in classifica, a tre lunghezze dalla Roma) alza ulteriormente l’asticella di una lotta che si preannuncia vivace. Come vivaci si rivelano le piazze, le dimore storiche e le numerose botteghe artigiane di Reggio. Per assaporare il clima cittadino è consigliato mettere piede nella splendida Piazza del Duomo, oggi piazza Prampolini, sulla quale affacciano tutti i monumenti più importanti. Come il palazzo del Municipio, sede della famosa sala del Tricolore, all’interno della quale il 7 gennaio 1797 nacque la bandiera italiana, il nostro tricolore, quello che per nove volte ha campeggiato sulla coppa sollevata dai bianconeri al termine delle nove precedenti annate. Quello stesso tricolore che sta prendendo la strada di Milano e che nella stagione che volge all’epilogo i bianconeri potranno ammirare soltanto visitando la bella sala del sopracitato edificio reggiano. Dopo una nuova ospitata di meneghini, stavolta quelli capitanati dal grande ex Conte, la Juventus saluterà il campionato con l’ultima gara in quel di Bologna. Per una partita che potrebbe voler significare tanto o più nulla nelle dinamiche della lotta Champions. Il caldo di una giornata soleggiata di fine maggio potrà essere contrastato dall’accogliente abbraccio degli oltre 50 chilometri dei portici cittadini. E chissà se le ariose strutture bolognesi ospiteranno il passo dei dirigenti bianconeri a triplice velocità. Un passo svelto, nervoso, elettrico di chi nella sfida ai rossoblù può ancora giocarsi le proprie chances di ottenere un piazzamento europeo. Oppure il passo tranquillo ma sicuro di chi non ha avuto bisogno di attendere l’ultima giornata per raggiungere l’obiettivo e può godersi un pomeriggio di relax alla scoperta delle meraviglie storico-artistiche della città e delle specialità eno-gastronomiche di Bologna. O ancora, nella peggiore delle ipotesi, il passo lento e rassegnato di chi è già fuori dai giochi. Prima dell’appuntamento bolognese, il calendario fissa una nuova trasferta in quel di Reggio Emilia, presso il Mapei Stadium dove il 19 maggio Atalanta e Juventus si contenderanno la Coppa Italia. In quella data non sarà accettabile una gita di piacere.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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