MCKENNIE, Luce tra le ombre del centrocampo

La gara con l’Inter è la cartina al tornasole che evidenzia quanto peso possa avere un centrocampo coi meccanismi giusti nelle dinamiche di una partita e ancor di più di una stagione. Secondo La Gazzetta dello Sport, è chiara la mancanza di un leader in mezzo al campo.

GIA’ VISTO- Il problema della passata stagione si ripropone con drammatica evidenza. Il centrocampo bianconero, lento e a tratti inconsistente, della gestione Sarri ha con Pirlo cambiato alcuni interpreti. Ma il risultato non è molto differente da quanto visto un anno fa. Rabiot, Bentancur e Ramsey non si dimostrano all’altezza e non incrementano in positivo il rendimento della passata stagione.

SPERANZA AMERICANA- L’enigma della mediana bianconera non pare di facile risoluzione. La Juventus ha un nazionale brasiliano che sembra invisibile agli occhi del tecnico e un nazionale uruguaiano dal quale si aspetta sempre quel salto di qualità che tarda ad arrivare. Arthùr e Bentancur si contendono il ruolo di play basso senza mai convincere a pieno. Rabiot appare la bruttissima copia del giocatore in crescita dell’ultima parte della passata stagione. L’unica luce in un centrocampo poco splendente è il motorino americano Weston McKennie capace di svolgere meglio dei compagni i compiti che Pirlo gli assegna. L’americano può anche vantare il primato di goleador del reparto con tre reti in 19 partite disputate.

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