TACCONI: “Juve, non ti preoccupare: Szczesny sta bene”

L’ex estremo difensore della Juventus parla del portiere polacco

LE DICHIARAZIONI – Durante una lunga intervista riportata da Tuttosport, Stefano Tacconi ha parlato dell’importanza del ruolo del portiere nel calcio. Soffermandosi anche sull’autogol di Szczesny contro la Slovacchia:

Stefano Tacconi,i tifosi juventini si devono preoccupare dopo il clamoroso autogol di Szczesny?

“Ma no, può capitare che la palla dopo aver sbattuto sul palo finisca sulla schiena del portiere fa parte delle cose imprevedibili che succedono nel calcio non è stata colpa sua”

Però è già da record è il primo autogol di un portiere nella storia degli Europei

Non parliamo però di errore Szczesny è un portiere esperto con grandi basi e non può che migliorare

Come si recupera a livello mentale, soprattutto alla luce delle tante critiche che gli sono arrivate dopo quell’episodio?

“Noi portieri abbiamo la corazza abbiamo le spalle larghe non solo quelle quello del portiere è un ruolo talmente delicato che devi possedere una grande personalità per farti scivolare addosso commenti critiche e devi uscirne da solo perché tu nessuno ti aiuta”

Pensa che Szczesny patisse nell’avere un secondo importante come Buffon?

“No, perché le gerarchie erano state giustamente definita prima non erano nella situazione di giocarsi la maglietta da titolare”

Che cosa significa per un portiere avere un secondo ingombrante?

“Quando giocavo io non c’era questo problema, perché il secondo stava a guardare. Faceva veramente fatica a trovare spazio, non giocava neppure le amichevoli adesso invece c’è più alternanza. Quindi c’è la necessità per i top Club di avere due portieri all’altezza”

Lei ha avuto Bodini come secondo la Juve come erano i vostri rapporti?

“Ottimi non eravamo in concorrenza l’importante era vincere invece nazionale è stato il vice di Zenga a Euro 88 e Italia 90. Qui il discorso è diverso quella squadra era talmente forte che la concorrenza tra noi due era uno stimolo per fare meglio. E poi lui era il portiere dell’Inter, io della Juve normale che tra noi due ci fosse rivalità però positiva e competizione. Con la differenza che io in bianconero vincevo però non abbiamo mai litigato davvero c’è stato soltanto qualche battuta”

Pensa che Szczesny patisse nell’avere un secondo importante come Buffon?

“No, perché le gerarchie erano state giustamente definita prima non erano nella situazione di giocarsi la maglietta da titolare”


Cambiamo argomento: è più stupito che il Milan abbia lasciato andare Donnarumma a parametro zero o che il milanista non sia arrivato alla Juve?

“Onestamente non penso che Donnarumma fosse così sicuro di andare alla Juve. Secondo me è sopravvalutato: viene definito come miglior portiere al mondo ma io non lo vedo così. Ha ancora tanto da imparare, ai miei tempi non so se avrebbe giocato titolare”

Chi prenderebbe la Juve come secondo portiere?

“Tra i tanti nomi che ho detto cosa te la Juve Io punterei su Mirante può essere un buon secondo perché esperienza ed è preparato”

Che cosa pensa della scelta di Buffon di ricominciare a 43 anni dal Parma?

“Se ha voglia di giocare ancora, ha fatto bene. Con il Parma può essere uno dei protagonisti. In un campionato di livello tecnico più basso la sua esperienza vale tantissimo in campo come nello spogliatoio”

Anche lei era carismatico all’ interno dello spogliatoio bianconero?

“Io ho avuto come compagni di squadra gente come Gentile, Cabrini, Tardelli, Rossi. Lo spogliatoio era una polveriera e io a volte diventavo la miccia che accendeva qualche casino”

lei ha lasciato il calcio 38 anni: invidia Buffon che a 43 gioca ancora si diverte?

“No, per nulla. Io non vedo l’ora di smettere anche perché non mi divertivo più non avevo più la testa per i piedi le partite la concentrazione con il rischio anche di fare figuracce”

Qual è il cambiamento più significativo, al quale si è dovuto adeguare il portiere rispetto ai suoi tempi?

“La velocità prima il calcio era più lento. Avevi il tempo di calcolare dove poteva andare la palla ricordo le palombelle di Corso. Adesso invece tutto gira a velocità altissime dalla palla, ai tiri, agli angoli, E poi adesso gli allenatori si sono innamorati dei portieri che giocano con i piedi. Boh Pirlo l’anno scorso si è intestardito che l’azione doveva partire dal portiere palla ai piedi. E la scuola italiana dei portieri è venuto a mancare perché non ci sono ex portieri che allenano”

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