UDIENZA CONI, De Laurentiis: “Dovevo andare e contagiare la Juventus?”

Uscito dall’udienza del Collegio di Garanzia del CONI, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una intervista ai microfoni dei cronisti presenti. Oggi, pare nel tardo pomeriggio, si deciderà se verrà o meno ribaltata la sentenza della Giustizia Sportiva della FIGC relativa alla sconfitta per 3-0 a tavolino del Napoli con ulteriore punto di penalizzazione in classifica.

Ecco cosa ha raccontato ai microfoni il presidente dei partenopei:

Le udienze in video-udienza sono molto diverse. Oggi c’era un parterre di gente preparata e quindi gli avvocati hanno avuto anche un percorso più semplice e facile, e quindi anche più breve e corto. Sono prudentemente ottimista. L’ultimo grado di giustizia della FIGC, più che forte, è stata molto rilevante per la sua interpretazione per quello che è.”

Lo stesso ha poi continuato a rispondere alle domande dei giornalisti che lo ascoltavano.

Lei ha fatto riferimeto anche al contesto di quei primi giorni di ottobre?

Io avendo avuto il Covid ed essendo stato a casa per 40 giorni mi sono studiato questa malattia per quanto uno la possa studiare. Tu puoi risultare positivo nell’arco che va dai 5 agli 8 giorni e se dopo i primi due positivi del Genoa ne sono venuti fuori prima 13 e poi 22, nell’arco di una settimana, è chiaro che i primi tre miei, perché c’era anche un impiegato, avrebbero potuto contaminare altri giocatori. Quindi anche con un senso di responsabilità che faccio? Disattendere l’ordinanza di due ASL? Sarei dovuto andare a Torino e contaminare anche la Juventus? Ci siamo trovati in un Campania fuori da tutti i controlli e uno queste riflessioni le fa e prima di dire che non sento le ASL ce ne passa… Tutto era organizzabilissimo, non è che fossimo nell’impossibilità di raggiungere per le 20.30 Torino per giocare la partita. C’erano tutte le opportunità, le possibilità, se non ci fosse stato quel blocco. Un blocco che ti fa rischiare sul penale, ma anche sul sociale perché quanti altri napoletani avrebbero detto: ‘Ma se sono andati loro, allora anche noi ci muoviamo dalla zona contagiata. Anche noi andiamo in giro per l’Italia.

Si aspetta un ribaltamento della sentenza?

Lei che cosa si aspetterebbe al posto mio? E’ una domanda ovvia, mi aspetto che secondo equità e giustizia venga cancellato un giudizio iniquo che è stato forzatamente portato sul tavolo. Noi abbiamo sempre rispettato tutto, io ho sempre rispettato la Lega, la FIGC, il CONI e la Giustizia in senso generale. A un certo punto non è che uno fa di testa propria.

Come vede il Napoli dopo queste due sconfitte consecutive?

No vabbè ma queste sconfitte ci possono stare. Gattuso ha un problema che gli si ripercuote sull’occhio e deve prendere in continuazione il cortisone. Poiché non lo prendeva da 15 giorni vedeva addirittura doppio. Abbiamo visto l’altro giorno insieme la partita della Juve e lui non riusciva a vedere, a capire… In quelle condizioni lì non ha alcun tipo di responsabilità. Lui è un grandissimo uomo di calcio, un grande esperto e ha i cosiddetti attributi. Io lo ringrazio sempre per quello che ha fatto e farà, solo che ora dobbiamo preoccuparci che riprenda la sua stabilità fisica e mentale per portare la squadra verso lidi sempre più importanti.”

La cosa che le ha dato più fastidio di questa vicenda?

Io ho deciso di non andarmene quando avevo 19 anni e quindi in questo paese ci voglio rimanere. Sono uno che non abbandona mai la capacità di combattere e spero che dalle prossime elezioni questo paese cambi, ma dal punto di vista della Costituzione e degli italiani. Gli italiani dovrebbero votare tutti e metterei una multa da 100mila euro per chi non va a votare… Qui noi abbiamo una squalificata rappresentanza degli italiani da 50 anni al Governo. E 50 anni sono tanti. Hanno minato il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti, che classe dirigente avremo noi per i prossimi 20enni?

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