L’ORA DI RONALDO

L’uscita di Cristiano Ronaldo dell’Europeo porta al pettine il nodo sul suo futuro. Il Portogallo ha perso 1-0 contro il Belgio nei sedicesimi del campionato europeo, CR7 non affronterà così i connazionali acquisiti ed i suoi compagni di club… almeno attuali.

La decisione finale era rimandata al termine della competizione, ma visto l’esito degli ottavi, già da oggi il pensiero di Ronaldo sarà incentrato sul suo futuro. Con la Juventus c’è ancora un anno di contratto, l’ultimo del quadriennale siglato con la vecchia signora. Dalla scelta di Cristiano dipenderà anche il futuro decisionale del club torinese, legato inevitabilmente alle mosse del procuratore Jorge Mendes. Il PSG si è fatto avanti, volenteroso di intavolare una trattativa con i bianconeri che porti a Parigi il pluri-Pallone D’Oro, per completare una squadra al momento già stellare. Ma conoscendo CR7, niente è da dare per scontato, nemmeno la sua volontà di restare a Torino per rinnovare la sfida Champions con la maglia a strisce. Certo, conterà anche la parola di Allegri, la cui volontà espressa finora sembra non appoggiare in toto la permanenza dell’attaccante portoghese che, oltre di talento, si carica anche di grosse responsabilità e, soprattutto, di una sudditanza implicita ed inconscia che rende indiscutibilmente più delicata la gestione del campione nei rispetti del gruppo. È normale, Ronaldo non è un giocatore qualunque, come del resto il suo cartellino… asso nella manica per sogni proibiti che dettano una mini-rivoluzione.

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