FOCUS, Bernardeschi e l’Europeo: la sua consacrazione?

Tra le tante note negative della Juventus in questi ultimi anni, sicuramente compare la figura di Federico Bernardeschi, acquistato dalla Fiorentina come giovane promessa del calcio italiano. Le aspettative su di lui non sono state mantenute, ma la Nazionale e Mancini puntano tutto su di lui. Sarà finalmente l’anno della sua consacrazione?

DELUSIONE TOTALE – Arrivato dalla Fiorentina il 24 luglio 2017, tra l’entusiasmo dei tifosi bianconeri e le speranze a lui riposte, Federico Bernardeschi diventava un nuovo calciatore della Juventus. Acquistato per una modica cifra di 40 milioni, più una percentuale del 10% su una futura rivendita, l’esterno destro doveva scacciare via i fantasmi del buon “Krasic“, denominato anche il “nuovo Pavel Nedved” solo per il taglio a caschetto biondo in comune. I numeri, tutto sommato, erano tutti dalla sua parte: ben 42 presenze fra campionato, Europa League e Coppa Italia, e ben 14 reti messe a segno e 5 assist, con un minutaggio di 2.851′. L’approdo a Torino non avrebbe fatto che fargli bene. Infatti, la Juventus era un ottimo ambiente in cui attingere dai migliori calciatori, con molta esperienza sulla spalle. Basti pensare Chiellini e Bonucci in difesa, Marchisio e Pjanic a centrocampo e Dybala, Douglas Costa e Higuain in attacco. Fra questi, compare anche la bandiera Gianluigi Buffon che da Bernardeschi stesso veniva immortalato come “una figura esemplare sia a livello nazionale sia internazionale”. Insomma Federico vantava la stima da parte di tutti e il suo primo anno in bianconero non si conclude neanche tanto in negativo: 31 presenze (1.104′ minuti totali, partendo spesso dalla panchina) , 5 reti e ben 6 assist. Con il passare del tempo, però, le sue prestazioni iniziano a calare drasticamente e, sotto il punto di vista della realizzazione, il 27enne fa molta fatica a trovare la via del gol. Per questo motivo, Andrea Pirlo prova a utilizzarlo come terzino sinistro, ma anche qui il carrarese delude e non poco. Al momento, il suo destino lo vede lontano dai cancelli della Continassa, magari protagonista in uno scambio con Alessio Romagnoli, anche lui in uscita del Milan. In alternativa, la Juventus potrebbe mandarlo in prestito in qualche squadra minore, per poi liberarsene con l’opzione del diritto od obbligo di riscatto.

CONSACRAZIONE? – L’unico che alimenta fiducia e positività è Roberto Mancini, ct della nazionale italiana. L’ex Inter, infatti, ha non ha avuto dubbi sulla sua convocazione per i prossimi Europei di calcio. Lo stesso calciatore sembra risentire dell’ottima aria di fiducia che gli si gira intorno, tanto da non le mandare a dire al proprio club. Dopo la penultima amichevole con il San Marino, dove egli è stato protagonista di un gol e assist per i propri compagni, Bernardeschi afferma:

Ringrazio il mister per la fiducia. Mi ha sempre fatto giocare dove mi esprimo meglio. Con la nazionale mi diverto e i risultati si vedono. Mi sono riuscite tutte le giocate? certo, quì me le fanno rischiare

Parole dure e schiette che sicuramente non sono passate inosservate, soprattutto dai tifosi juventini che hanno risposto a modo, ricambiando il “favore”. Effettivamente, il numero 33 bianconero in Nazionale pare essere tutt’altro giocatore. Ai tempi di Antonio Conte, il classe 1994 registra 30 presenze e ben 6 reti. Quest’anno sarà lui il protagonista dell’attacco azzurro e Mancini non ha dubbi:

Federico ha sempre fatto bene qui, è uno di quei ragazzi che ci ha aiutato a qualificarci. È una certezza

E’ arrivato dunque il momento di tirar fuori le unghie e Bernardeschi questo lo sa. L’occasione di giocare una competizione europea e di scontrarsi con giocatori di alto calibro, può essere l’ultima chances di rilancio. Il mister, i compagni e una piccola parte di tifosi credono ancora in lui. Concentrazione, determinazione e fame devono prevalere su tutto, se non vorrà fa rimpiangere l’esclusione di ottimi rinforzi per il reparto offensivo (Kean su tutti). Ora o mai più, per incominciare insieme una cammino che potrebbe vedere le sue sorti con quella della Nazionale in cima all’Europa.

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