FOCUS, Prima la panchina, poi il mercato: la Juve del futuro si costruisce ora

Il rebus sull’allenatore della prossima stagione continua. Da questa decisione partirà l’operazione rinascita

RIPARTIRE – La stagione 2020-2021 si è chiusa in modo positivo per la Juventus che ha centrato la qualificazione in Champions League dopo aver portato a casa la Coppa Italia. Tuttavia la vecchia signora viene da 9 scudetti di fila, un dominio incontrastato in campo nazionale che rende il quarto posto ottenuto quest’anno all’ultima giornata un traguardo amaro. Serve eseguire un’analisi ben precisa di ciò che non ha funzionato in questa stagione, in modo da rimediare agli errori commessi e riacquisire lo status di schiacciasassi in Serie A. L’imperativo in casa Juve è senza dubbio ‘ripartire’, bisogna capire da chi, come e quando.

OPZIONE CONTINUITÀ – L’addio di Gianluigi Buffon e i dubbi sulla permanenza di Giorgio Chiellini rappresentano un passaggio di consegna della vecchia guardia nei confronti del nuovo che avanza. Questa tendenza al ringiovanimento della rosa è partita l’estate scorsa, nel momento in cui la società di Corso Galileo Ferraris ha scelto Andrea Pirlo come nuovo allenatore. Il Maestro si è ritrovato catapultato alla sua prima esperienza da mister in una grandissima realtà per fama del brand, reputazione e DNA vincente. Una stagione fatta di alti e bassi ha portato la Juventus al quarto posto finale, un piazzamento che fa tirare un sospiro di sollievo alle casse del club messe a dura prova dalla pandemia e dall’elevato monte ingaggi. La posizione di Pirlo è ancora in bilico, ma in caso di conferma del tecnico bresciano, la vecchia signora dovrà agire di conseguenza. L’ex Milan propone un calcio offensivo, meno votato alla speculazione del risultato e fatto di grande intensità. Per fare questo, c’è bisogno di un organico giovane che sappia mantenere dei ritmi alti per circa 50 partite stagionali ed ecco che il nome caldo potrebbe essere quello di Manuel Locatelli. Il reparto mediano ha bisogno di una geometria venuta a mancare in questa stagione, ma anche di abilità in fase di rottura ed il centrocampista del Sassuolo rientra ampiamente ai requisiti richiesti. La linea difensiva potrebbe perdere un totem come Chiellini in favore del definitivo rilancio di Merih Demiral e del graduale inserimento del giovane Radu Dragusin. Sugli esterni offensivi Kulusevski e Chiesa rappresentano un futuro più che roseo in casa bianconera e garantiscono a Pirlo quell’imprevedibilità che dovrebbe caratterizzare la sua squadra. Le strategie di mercato per l’attacco dipendono dal futuro di Cristiano Ronaldo: una sua permanenza garantirebbe ferocia e senso del gol, ma potrebbe escludere grandi investimenti per un suo possibile partner, mentre un suo addio porterebbe la Juventus alla ricerca di un attaccante funzionale al calcio propositivo di Pirlo.

LE ALTERNATIVE – Nel caso in cui Andrea Agnelli decidesse di dare il benservito ad Andrea Pirlo, i nomi più caldi per prenderne il posto sarebbero quelli di Zinedine Zidane e Massimiliano Allegri. L’arrivo del francese in bianconero farebbe drizzare le antenne a tanti profili internazionali che gradirebbero non poco i consigli di un maestro di calcio vincente in campo internazionale, sia da giocatore che da allenatore. Tuttavia l’attuale tecnico del Real Madrid avrebbe un impatto economico di gran lunga superiore rispetto a Pirlo, dato che ai blancos guadagna 7,5 milioni annui. In una politica votata alla spending review in nome del bilancio, lo scenario Zizou sembrerebbe improbabile, se non fosse per l’elevata stima di Andrea Agnelli nei confronti del tecnico transalpino. Max Allegri dal canto suo resta combattuto tra uno sbarco in Spagna direzione capitale o un secondo capitolo sulla panchina bianconera della Juve. In caso di arrivo del conte Max, ci sarebbero forti dubbi circa la permanenza di Cristiano Ronaldo. Infatti, il tecnico livornese chiese ad Andrea Agnelli prima del divorzio dalla società la cessione di CR7, in modo da non bloccare la crescita di squadra (vedi qui). Sappiamo tutti com’è andata a finire e possiamo dire che, nonostante il titolo di capocannoniere e la media gol mostruosa del portoghese, Allegri ci aveva visto lungo sulla questione visti i risultati in campionato quest’anno ed in Champions League nei due anni tra Sarri e Pirlo. Se Max venisse scelto dalla dirigenza per essere il nuovo mister, il progetto iniziato con Pirlo potrebbe subire una decisa frenata, in favore di un gioco molto più speculativo e conservativo, votato alla vittoria nell’immediato e al risultato. Una filosofia simil ‘Whatever it takes’, per usare l’espressione del presidente Draghi, che risponderebbe ad una storica tendenza del club al successo costante a tutti i costi. Per fare ciò, la società dovrebbe eventualmente virare su profili più affermati, profili che porterebbero entusiasmo alla piazza, rischiando tuttavia di demolire la cultura del ringiovanimento della rosa portata avanti finora. A voi la scelta.

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