ESCLUSIVA MBN, Luigi Consonni: “Allegri ha rifiutato varie proposte dall’estero. Un suo pregio? Bada al sodo”

La nostra redazione ha contattato Luigi Consonni, ex centrocampista del Napoli e delle giovanili della Juventus

CONSONNI – Una carriera passata prevalentemente in provincia, partita dalle giovanili della Juventus e proseguita tra varie esperienze in Serie C e Serie B. Un anno a Napoli e ben 7 a Grosseto, squadra in cui ha avuto il piacere di essere allenato proprio da Massimiliano Allegri. Ai nostri microfoni quest’oggi c’é Luigi Consonni, a cui abbiamo posto qualche domanda riguardante il match imminente del ‘Maradona’ tra azzurri e bianconeri.

É la settimana di Napoli – Juventus, una sfida sentitissima sia dai tifosi azzurri che da quelli bianconeri. Tu hai vestito entrambe le maglie, hai notato particolari differenze tra i due ambienti?

Nella Juve ho giocato solo nel settore giovanile, quindi non ho vissuto a pieno la prima squadra, se non qualche convocazione. Erano tempi in cui la Juve era una potenza mondiale, mentre ora sta ricostruendo ciò che i tifosi della Juve vorrebbero. A Napoli invece sono stato nell’anno della ricostruzione, ovvero nel primo anno di De Laurentiis in cui ha dovuto ricostruire tutto dopo il fallimento. Ovviamente sono due ambienti completamente opposti. A Napoli c’é la passione per il calcio ed il tifoso vive per il calcio e per i giocatori, mentre alla Juve ci sono pressioni diverse perché bisogna assolutamente vincere e per questo possono subentrare delle pressioni interne alla società. Nella Juve c’é una famiglia da sempre, quindi ci sono delle regole ben precise che devono essere rispettate, altrimenti si rischia di essere mandati via. Il Napoli ha una gestione più oculata, deve far crescere i giovani e deve puntarci tanto e così facendo può trovare anni fantastici come lo sono stati quelli di Sarri.

Come viene percepita questa rivalità nelle due rispettive città?

É sempre stata una sfida tra Nord e Sud, ma non ci si può limitare soltanto a questa distinzione. Sarà una partita tra due tra le società più importanti in Italia. Il Napoli ha dimostrato negli ultimi anni di saper stare in Europa e competere ad alti livelli e credo che con un allenatore come Spalletti possa farlo ulteriormente. Certo, non è il ‘derby della Mole’ o il derby d’Italia, ma è pur sempre una partita sentitissima perché a Napoli ci sono tanti tifosi juventini e a Torino tanti tifosi napoletani.

Hai nominato Spalletti e Napoli – Juve sarà proprio la sfida tra lui ed Allegri. Sei rimasto sorpreso dal ritorno di Max in bianconero?

Sinceramente no. Sapevo dei buoni rapporti tra lui ed il presidente Agnelli e ogni tanto ho sentito membri dello staff di Allegri. Da quel che so ha rifiutato un po’ di offerte all’estero e secondo me le uniche due squadre dove sarebbe potuto andare erano l’Inter oppure il ritorno alla Juve. Poi l’Inter ha virato su Inzaghi anche a causa del ridimensionamento societario-economico e ovviamente è stato più facile un ritorno alla Juve. Penso sia stato subito convinto di puntare su Dybala e proprio per questo ci può essere stato il sacrificio di Ronaldo, se sacrificio lo si vuol chiamare, anche se secondo me Ronaldo non può essere definito un problema per una squadra. Comunque è una Juve che è partita non benissimo, come altri anni in cui ha avuto Allegri in panchina, ma quando ingrana diventa una macchina da guerra.

Nelle tue esperienza a Ferrara e Grosseto sei stato allenato proprio da Max. Un suo pregio ed un suo difetto?

Il mister mi ha voluto a Grosseto per ripartire dopo Ferrara. Abbiamo giocato discretamente, abbiamo perso una finale play-off col Frosinone. Il mister è una persona che bada al sodo, vuole vincere. Ovviamente lo predilige col gioco, ma tante volte può non succedere. Ha allenato tante squadre dove c’era tanta qualità nei singoli e un suo punto a favore è quello di non limitare mai la fantasia del singolo. Ha dei concetti cardine, ma non dei dettami tattici, come lo ha spesso ribadito lui stesso. Ha un’intelligenza nel leggere le partite di livello superiore rispetto ad altri colleghi europei. Ovvio che poi alcuni anni puoi avere più qualità in una squadra ed altri anni meno, ma secondo me è uno dei migliori in circolazione.

Secondo te che cosa lo ha reso uno degli allenatori più ambiti in Italia?

Ovviamente per diventare uno dei più ambiti in Italia bisogna vincere. Ripeto, lui bada al sodo e quando vinci sei automaticamente ambito dalle grandi squadre. Sinceramente mi aspettavo un suo arrivo a Madrid lo scorso anno e due anni fa. Lo speravo, ma mi sembra abbia declinato l’invito e sicuramente la sua ambizione era quella di restare in Italia.

Come ben sai, Napoli – Juventus non sarà l’unico big match della giornata, infatti a Milano si terrà Milan – Lazio. Pioli e Sarri sono due mister che ti hanno allenato. Chi dei due ti ha impressionato maggiormente nel corso della loro carriere?

Allegri, Sarri e Pioli li ho avuti all’inizio delle loro carriere, non erano ancora affermati come lo sono adesso. Sono tre allenatori con una passione immensa. A differenza di Pioli ed Allegri, Sarri è un integralista, ha dei concetti e schemi ben precisi, mentre gli altri due preferiscono tenere libera la fantasia dei propri giocatori, lasciano libertà ai singoli, ma danno un’organizzazione difensiva importante alle proprie squadre. Sono tre allenatori che mi hanno dato tanto, rimango spesso in contatto con membri dei loro staff e credo che anche Milan – Lazio sarà una gran bella partita.

Con Pioli hai avuto il piacere di condividere lo spogliatoio, infatti ai tempi della Fiorenzuola eravate compagni di squadra.

Si, era il mio primo anno in una prima squadra, mentre per lui era l’ultimo anno. Sicuramente ha aiutato moltissimo i giovani, si vedeva già la sua stoffa da allenatore. Spesso queste persone che si trovano sul finire della loro carriera, tendono a scaricare le colpe sui giovani e non ad aiutarli, mentre lui ha fatto esattamente il contrario. Una persona eccezionale, lo si vede dalle sue interviste e da come si pone coi giornalisti.

Hai notato delle differenze tra il Pioli compagno di squadra ed il Pioli allenatore?

Ovvio, perché il rapporto con un compagno di squadra è diverso rispetto a quello che si può avere con un allenatore. Anche io ho allenato dei giocatori che sono stati miei compagni di squadra. All’inizio rimane il rapporto di confidenza, ma alla fine quando si passa dall’altra parte ‘comandi’, mentre da compagno di squadra puoi dare dei consigli. Pioli è una persona intelligente che capisce i momenti delle partite e sta facendo delle cose incredibili al Milan anche lo scorso anno, anno in cui la rosa sembrava di minor qualità rispetto alle altre big.

A proposito del cammino rossonero dello scorso anno, quanto c’é di Pioli in questo traguardo?

Secondo me tantissimo, tantissimo di Pioli e tantissimo di Ibrahimovic che è stato un acquisto fondamentale per aiutare l’allenatore su tanti giovani con buone potenzialità, i quali hanno pian piano iniziato a capire le sue trame di gioco e hanno concluso alla grande un campionato strepitoso. É passato un anno e i vari giocatori che sono rimasti sono cresciuti, tra questi Romagnoli, Bennacer, Calabria, Leao e Rebic che hanno ancora margini di miglioramento. Con l’aiuto di Ibrahimovic e soprattutto di Giroud, che secondo me è stato un acquisto importantissimo per il Milan potranno solo accelerare il loro percorso di crescita.”

Parliamo di Maurizio Sarri. Viene definito come un maestro di calcio soprattutto dopo l’esperienza a Napoli. Cosa senti di aver appreso nel tuo trascorso assieme a lui?

Sicuramente è un allenatore che ha un concetto di calcio diverso rispetto agli altri. Tanti allenatori basano la propria difesa in base alla posizione della palla, mentre lui in base alla posizione dell’avversario. Ha idee diverse ed innovative, idee difficili da assimilare per un giocatore abituato a difendere in modo diverso. É molto bravo nel codificare determinate giocare e nel mettere in difficoltà gli avversari.

Poteva essere considerato un maestro di calcio già ai tempi in cui ti allenava?

Si, lui veniva dall’esperienza ad Arezzo in cui non aveva fatto molto bene. Doveva riscattarsi e lo ha fatto abbastanza bene raggiungendo una salvezza abbastanza tranquilla. Ovviamente il giudizio degli addetti ai lavori va sui risultati, ma si dovrebbe andare a vedere il lavoro settimanale di ogni allenatore e Sarri in questo è straordinariamente bravo.

Ultima domanda: pronostico secco su entrambi i match?

Per non fare torto a nessuno dico Napoli – Juve 1-1 e Milan – Lazio 2-2.

Un ringraziamento speciale da parte nella nostra redazione a Luigi Consonni, augurandogli il meglio per la sua carriera da allenatore.

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